Eh sì… caro Lettore,

siamo proprio come i Cani di Pavlov, e questo non è un problema, è una Nostra Qualità, ed è a mio avviso importante conoscerla e tenerne conto.

Le ricerche di Pavlov ( fisiologo ed etologo russo, il cui nome è legato alla scoperta sui cani del riflesso condizionato, da lui annunciata nel 1903.) dimostrarono come si possa generare una reazione involontaria  in una creatura.

Questo “Livello di Condizionamento/Addestramento” è valido sia per gli Animali che per gli Esseri Umani, perchè entrambi imparano ad associare uno stimolo con un altro.

Come sostiene Enrica Perrucchietti in un  VIDEO (liberamente accessibile su youtube cliccando QUI), attraverso i risultati ottenuti dalle sue ricerche, Pavlov comprese che uno Stimolo era infatti in grado di provocare una risposta Incondizionata, e che quindi si poteva far apprendere al cane (soggetto sperimentale) un determinato comportamento, se il suo sistema nervoso veniva sottoposto più volte alla presenza dello stimolo (elemento condizionante).

L’esperimento più significativo in questo senso è quello che è passato alla storia come “Il cane di Pavlov“.

In questo esperimento Pavlov fa precedere all’azione di dare del cibo a un cane il suono di un campanello;

nella prima fase dell’esperimento Pavlov fa suonare il campanello e non rileva nessuna secrezione salivare nel cane, in seguito gli fornisce la carne e lo stimolo viene attivato;

nella fase successiva il campanello viene fatto suonare mentre al cane viene dato il cibo.

Infine nella terza fase viene rilevato uno stimolo salivare già al solo suono del campanello: il cane associa al suono del campanello l’arrivo del cibo e ciò provoca in lui una secrezione salivare, l’acquolina in bocca, appunto. Il campanello diventa quindi lo stimolo condizionato.

Dopo molti esperimenti sui processi digestivi, Pavlov intuì come alcuni stimoli che non sono direttamente collegati al cibo, possano generare secrezioni salivari note comunemente come “acquolina in bocca”; poté quindi dimostrare che il cervello controlla i comportamenti non solo sociali, ma anche fisiologici.

L’esperimento classico di Pavlov si propone la dimostrazione del riflesso condizionato, cioè con uno stimolo naturale si è in grado di provocare il verificarsi di una determinata reazione involontaria (risposta). Gli organismi (animali e umani) imparano ad associare uno stimolo con un altro.

Ora, tenendo conto di quanto scritto sopra, non possiamo più mettere la “Testa sotto la Sabbia”, perchè è dinnanzi a Tutti Noi il meschino e subdolo tentativo quotidiano da parte del potere, di addestrarci e separarci al fine di allontanarci sempre di più dalla Nostra Umanità.

Siamo come i Cani di Pavlov, ogni volta che incrociamo uno sguardo in “cagnesco”   lungo le corsie del SuperMercato (stimolo condizionante), e immediatamente ed automaticamente ci sistemiamo la mascherina (riflesso condizionato).

Siamo come i Cani di Pavlov, ogni volta che facciamo un balzo indietro (riflesso condizionato), perchè ci si è accorti che l’Altro si è avvicinato un pò troppo a Noi (stimolo condizionante).

Siamo come i Cani di Pavlov, perchè non stringiamo più la mano a Nessuno…

Ma se Siamo come i Cani di Pavlov, chi è Pavlov?

 

Federico Franco